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MUSEI... SPECIALI, PER TUTTI!
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Tracce propositive

MuseiPerTutti_33.gif Logo delle Linee Guida composto da 3 riquadro ove nel primo, su bandiera d'Europa (campo blu con 12 stelle gialle in cerchio) è posto il logo della disabilità (persona stilizzata in bianco su ruota di carrozzina) - nel secondo riquadro compare logo dei m

Contributi, in continuo aggiornamento, raccolti ed elaborati durante gli incontri territoriali con i referenti delle associazioni delle persone con disabilità e dei musei della regione Emilia-Romagna.

Le sedi, i beni e le attività

SEDI:
· L’idea stessa originaria del museo e l’evoluzione del suo ruolo offrono certo elemento per la comprensione di tutto il suo patrimonio così pure la storia dei suoi autori e fruitori divengono chiavi facilitanti la comprensione dell’insieme.
La comprensione dell’evolversi delle credenze in conoscenza, dalle camere delle meraviglie ai musei scientifici la si può acquisire, anche, sulla base dell’evolvere dell’idea di un singolo bene (es. forme geologiche tra forza vitale e processi di concrezionamento).
· La tipologia architettonica e la destinazione originaria a museo o il suo adeguamento, la sua ubicazione o transito nel tessuto urbano/rurale ci permette una riflessione sul concetto di accessibilità e sua evoluzione non solo per l’aspetto fisico ma anche sociale.
L’essersi sviluppato in una sede dedicata o secondariamente occupata offre la possibilità di far comprendere l’evoluzione del valore culturale del museo riconosciuto dalla comunità che lo ha generato od ospita. La destinazione originaria di tali strutture permette la possibilità di accedere alla comprensione dell’evolversi dell’offerta culturale tra ceti e classi sociali.

BENI
· L’offerta della comprensione di due, o più, singoli beni del museo, ma ancor di più della loro relazione, può essere la base per comprendere il senso generale del museo come pure di uno specifico percorso espositivo e/o di una mostra temporanea. Dal semplice e diretto confronto tra due, o più, singoli beni o tra un singolo bene e lo stesso fruitore si può generare quella disponibilità emotiva ed esperenziale che facilita la comprensione di una chiave interpretativa di tutto il patrimonio museale: ad es. la disposizione degli orifizi facciali in due specie o la ubicazione dei sensi in specie diverse.
· L’offerta della o di più chiavi interpretative del patrimonio museale, proposta in modo accessibile a tutte le persone con disabilità sia sensoriale, sia motoria come pure cognitiva e relazionale si presta alla possibilità, per tutti, di percorrere vie non usuali alla comprensione di dette chiavi.
· La disposizione stessa dell’esposizione dei singoli beni permette la comprensione dell’evolvere del modo del pensiero scientifico del soggetto che ha generato il museo. Il confronto tra due modelli espositivi degli stessi beni ci avvicina al processo della loro comprensione in rapporto al periodo in cui s’è realizzato e all’attuale: ad es. l’ordinata compilazione di schegge manufatte e la loro  collocazione in ambito storico e sociale.

ATTIVITA’
· Tutte le attività laboratoriali o escursionistiche possono offrire l’opportunità di un diverso approccio alle stesse in riferimento all’articolato mondo delle disabilità. Pur attribuendo a tali attività specificatamente realizzate per le persone con disabilità o con particolare disabilità un valore positivo, oltre i possibili discrimini, la normale offerta di attività laboratoriali o escursionistiche deve prevedere al suo interno azioni inclusive.
· Si ritiene che l’azione inclusiva possa essere anche limitata ed anche realizzata all’esterno del gruppo e dello stesso museo, pur garantendo, in conclusione, a questa il coinvolgimento di tutti e ruolo di protagonismo della persona con disabilità.
· Si ritiene, anche in assenza di offerte inclusive e/o dedicate, che rispettivamente il museo, la scuola ed il mondo associativo possano farsi promotori, con inviti reciproci, di relative sperimentazioni ed elaborazioni.
· Uno strumento di raccolta di suggerimenti, proposte e disponibilità a collaborare sul tema, soprattutto se posto in bella vista, funge da lievito della cultura inclusiva e stimolo a partecipare.

Gli attori

· L’accesso autosufficiente ed autonomo della persona con disabilità al patrimonio museale è certamente il massimo grado d’inclusione auspicato e ricercato. E’ pur vero che tale possibilità può realizzarsi per la persona con disabilità in diverse condizioni che possono articolarsi dalla visita individuale, a quella con accompagnatore, a quelle di componente di gruppo, sia esso famigliare, associativo, scolastico, amicale, occasionale ecc. Come per tutti, la visita al museo può essere imprevista o programmata. E’ comunque opportuno predisporsi a tali occasioni, in particolare da parte degli operatori dei musei, ma parimenti per quelli educativi ed assistenziali.
· Per gli operatori museali, la visita di una persona con disabilità, non può ridursi alla “deresponsabilizzazione” incardinata sulla mera offerta di accessibilità e sicurezza della sede del museo. Pur rimanendo questi due fattori essenziali e previsti come ordinarietà bisognerà predisporsi per favorir loro il godimento del patrimonio museale. La realizzazione di semplici ausili facilitanti l’accessibilità e sicurezza, da offrire alle persone con disabilità sia in visita singola sia componente di gruppo è solo il superamento del primo gradino di una più articolata scala. Predisporre ausili che favoriscano la comprensione del senso generale del museo come pure delle principali chiavi interpretative del percorso museale e/o della mostra/attività temporanea. Approcci a singolo tema da più condizioni di disabilità. Ciò non quale offerta esaustiva dell’impegno inclusivo del museo ma quali teste di ponte su cui sviluppare ulteriore godimento del patrimonio museale. Un invito a partecipare allo sviluppo della cultura inclusiva.
· Se per la persona con disabilità, quale singolo come pure parte di un gruppo, il prepararsi o meno alla visita al museo rimane, come appunto per tutti, una libera scelta e non soggiogabile ad una pretesa rivendicabile da chi offre tale opportunità, invece, il prepararla non è esclusivo compito degli operatori museali. Fondamentale risulterà quindi la relazione tra questi e chi, persona con disabilità, gruppo che l’include o referente di questi, intenda promuovere la visita. Tale relazione è simbiotica e non unidirezionale. Ad esempio da parte del/dei visitatore/i non ci si può limitare a chiedere agli operatori museali il grado offerto di accessibilità, sicurezza e godibilità del museo, ma sviluppare in base ai bisogni speciali una interlocuzione e programmazione che arricchisca entrambi. In specie se la persona con disabilità è parte di un gruppo avrà la sua importanza non solo l’identificazione di un percorso inclusivo di questa ma anche e soprattutto l’azione di attore del godimento del patrimonio museale da parte degli altri componenti. Sia nella fase preparatoria sia nella sua realizzazione deve essere prevista la possibilità che la persona con disabilità determini un percorso preparatorio speciale alla visita: ad es., mentre tutta la classe studia mnemonicamente il succedersi di popolazioni su un territorio, un suo gruppo può anche predisporre fisicamente o teatralmente elementi simbolici caratterizzanti le diverse popolazioni e facilitarne la comprensione e la memorizzazione di altro. Che nel momento generale della visita uno degli aspetti del percorso veda la persona con disabilità e/o la sua speciale prospettiva elemento/azione cardine per la comprensione di quell’aspetto del patrimonio museale, offre a tutti elemento di crescita culturale e sociale. Così pure, per gli operatori museali coniugare il bisogno speciale della persona con disabilità, dandole un ruolo di protagonista, per offrire a tutti un diverso approccio al godimento di un bene o di un concetto certamente rappresenta un moltiplicatore del valore del proprio patrimonio museale e del ruolo inclusivo indotto nella propria comunità di riferimento come pure in quella dei visitatori.
· Azione formativa mirata degli operatori museali, realizzata in collaborazione e reciproca crescita con esperti della pedagogia speciale, docenti ed assistenti impegnati nell’inclusione di alunni con disabilità, operatori di residenze e semiresidenze per persone con disabilità. Corsi laboratorio e sperimentali, occasione di crescita per docenti e discenti.

Il godimento del patrimonio museale tra tipologie di disabilità e tipologie dei musei.

· Favorire, con strumenti ed eventi, il confronto sul godimento del patrimonio ed attività museali e la disabilità tra realtà di simile tipologia come pure diverse;
· Promuovere confronto con le associazioni delle persone con disabilità sia per favorire un approccio universalistico sia per realizzare e/o sperimentarne uno specifico su determinata condizione di disabilità da rivisitare, poi, su più ampio spettro verso una progettazione universale.
· Incentivare il confronto e la collaborazione con le istituzioni scolastiche ed in specie con le realtà impegnate direttamente sull’inclusione di alunni con disabilità a che, loro maturata esperienza di “pedagogia speciale”, oggi per tutti, ricada e sviluppi, per tutti, la “museologia speciale”.
· Creazione di eventi tematici su cui sviluppare il dialogo/confronto/sperimentazione tra il sistema museale, educativo, ricreativo e turistico: ad es. I Sensi, Memoria ed intelligenza, Lo spazio tra misura e percezione, Salute e Santi.

Il territorio dei musei e le occasioni “speciali”

· La realizzazione di ausili che offrano la congiunzione tra il patrimonio museale ed il territorio, può essere anche valorizzata, anche in relazioni a specifici bisogni speciali che limitino la compresenza di componenti con disabilità nel percorso museale, con il ritorno di questa al gruppo con cognizione di elemento del territorio con azione convergente al percorso del gruppo in museo.

Disabilità, un’impresa culturale

· Tale opportunità può svilupparsi sia per il superamento delle criticità relative l’accessibilità, la sicurezza e il godimento del museo, ma anche nella stessa offerta di allestimento e di progettazione e di realizzazione di attività laboratoriali/formative permanenti o temporanee.
· Non si tratta quindi solo di una compilazione di offerte accessibili complementari, dal mangiare, al dormire ecc. ma del favorire il divenire del museo quale punto d’offerta di tale inclusione con ricaduta finanziaria sullo stesso.
· Tali complementari risorse possono divenire ulteriore opportunità di sviluppo d’impresa nel loro coniugarle in offerte complete, esaustive o trampolino che siano, non solo quale promozione di soggetti che le supportano ma anche quali soggetti impegnati a realizzarle e sviluppare tali economie.
· Sviluppo di offerte di visita al museo articolate:

Ø sia per persona singola sia per gruppi di persone;
Ø per singolo giorno o più
Ø su visita al museo ed ad altre espressioni culturali(/ambientali) del territorio
Ø su tema illustrato dal museo e suo riflesso sul territorio di riferimento
Ø su tema illustrato tra più realtà museali della regione e/o di diversa area, sia di simile tipologia museale sia trasversalmente tra diverse tipologie;
Ø sostenute da proposta accessibile di mobilità, ristoro, alloggio e ricreazione di soggetti disposti a giusto accomodamento.

· Dotarsi di ausili che comunichino nei diversi linguaggi i principali temi del museo:

Ø Ausili alla visita
Ø Tipologia generale e specifica
Ø Temi chiave
Ø Percorsi interni speciali
Ø Percorsi esterni speciali
Ø Offerte turistiche speciali
Ø Raccolta di proposte e/o richieste

· Identificazione di tema chiave approcciato in forma universalistica che offra una visita “speciale” al museo per tutti.
· Caccia al tesoro per beni esposti, dare senso ad un tema coniugando uno o più beni del museo.
· Caccia al tesoro coniugando uno o più beni nel museo con altri dell’ambiente di riferimento del museo.

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